ho fatto solo un giretto per sgranchirmi le idee e schiarirmi le gambe
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...Ma le cose più fichissime sono accadute ieri pomeriggio e a cavallo del pranzo.
MAMMA NON TI INQUIETARE!
Premessa: non c'è nulla di inanimato- be', animisticamente parlando ce l'ha eccome un'anima!- che mi ha inebriata e che mi mancherà più del fiume, il Connecticut River. Anche nei giorni di colossale stanchezza durante ALPs, ho sentito il bisogno di andarci nell'unica ora d'aria concessa dallo schedule. A me poi piace andare in POSTO BELLO. Così l'ha battezzato Zeke, citandomi. E' quell'angoletto che ho scoperto in autunno con Maud, in cui non c'è mai nessuno. Per questo mi piace. Non c'è rumore di flip flap o Hi, how are you doing?. Si sentono solo lo sciacquettio dell'acqua e "il fru fru fra le fratte" degli aceri. C'è un piccolo bagnasciuga melmoso e pieno di conchiglie, poi le alghe che fanno il solletico, la corrente che spinge molto più del mare, le libelluline piccole e azzurre sulla superficie dell'acqua freddissima ma meravigliosa e il Vermont verdissimo all'orizzonte. Ogni tanto passa una canoa, ma chi se ne frega. Per il resto, è una "laguna blu" a disposizione di chi ha voglia di camminare un pò di più. Insomma, è una meraviglia degna di Alice e non ha niente a che vedere con i fiumi di città che conosco in Italia e in cui non immergerei neanche un piede.
Ieri, però, per cambiare e perché era l'ultimo giorno, Zeke ha proposto di andare al rope swing. A parte il percorso eterno, afoso e rupestre che ci siamo sorbiti per arrivare a questa attrazione vietata perché considerata pericolosa, ho provato una paura enorme. Non facevo una cosa che mi faceva così tanta paura da molto tempo. Neanche mi ricordo quando.
Il rope swing è una "tarzanata". E' una liana attaccata a un albero alto radicato nel fiume, collegata a un trampolino precario fatto di pioli sbilenchi e chiodi ficcati alla boia d'un giuda, che si affaccia a strapiombo sull'acqua. Prima si è buttato Jared, che è un temerario e fa sempre tutto senza il minimo tentennamento. Poi Zeke, che l'aveva già fatto altre volte. Lilly e Jeff/Geoff se ne sono andati prima dell'inizio dei giochi, perché dovevano tornare in campus entro le 6. Infine, c'eravamo Giulio, Lydia e io. Tentennavamo tutti e tre. Poi ho seguito un impulso e mi sono arrampicata sul trampolino. Da giù sembrava facile, ma da sù era l'orrore. Io non soffro di vertigini, ma il senso di precarietà era totale e ho fatto l'errore di guardare giù. Cosa ho visto? Un ammasso di rami sporgenti all'insù, forieri di morte certa al primo contatto. E allora mi sono detta: e se le mani non mi reggono e mollo la corda prima che la parabola della caduta mi porti in corripondenza dell'acqua...? E le mani hanno cominciato a tremarmi irrefrenabilmente. Non ce la facevo. Ero bloccata sù. Avevo un fifa tremenda eppure tanta voglia di affrontarla. Jared mi ha aiutata a porre le mani nel punto giusto della corda perché erano paralizzate, Zeke mi ha incitata a guardare il Vermont e lasciarmi andare, Lydia ha cominciato a scalpitare reclamando il suo turno e dopo 20 minuti/mezz'ora ce l'ho fatta.
E' stato pazzesco, favoloso, letteralmente elettrizzante! E il fatto di esserci riuscita nonostante la paura, mi ha dato un gran buonumore. Ora sono pronta per un'avventura da Indiana Jones!
Poi anche Lydia si è ridimensionata. Non appena è salita sul trespolino si è agitata anche lei. Non c'è niente da fare: finché non si è sù, non si realizza l'imponenza del vuoto. Giulio è stato più moderato e ha rimandato l'iniziazione. Per me era l'unica occasione. ...Che giochetto straordinario!
Credo, comunque, che non proverò mai il Bungee Jumping- si scrive così?-. Stamattina mi son svegliata con un male ai muscoli tremendo. Quella corda strapazza la schiena non poco...
MA
(e qui veniamo alla seconda cosa fichissima)
oggi sono andata a riscuotere il mio gift certificate- un buono- per un massaggio svedese. E' stato un regalo degli Aires- il gruppo a cappella in cui cantava Micah-, come ringraziamento per le tappe bolognesi del loro tour primaverile. Carini! E dopo un mese di drill intenso e una tarzanata, non ci poteva stare omaggio migliore.
Tom, massaggiatore grosso, peloso, gay e baffuto, mi ha tutta rimescolata come fossi un impasto per la pizza. Awesome!
